In bici dal piave ai sibillini: ultimi saluti al Bronx

In bici dal Piave ai Sibillini: giorni 16 e 17

6 Agosto 2017: La vita a Visso

Dopo 15 giorni di sveglie all’alba nel viaggio in bici dal Piave ai Sibillini non ci smentiamo e anche oggi ci svegliamo all’alba! In realtà avremmo dormito volentieri di più, ma gli operai del cantiere delle casette S.A.E. hanno (per fortuna) iniziato presto a lavorare. E’ passato quasi un anno dal terremoto e i lavori per la costruzione sono iniziati da pochi giorni.

Approfittiamo, come sempre dall’inizio del viaggio, delle ore più fresche per andare a fare una passeggiata fino alla vecchia torre di San Giovanni, dove fino al 1328 era situato il vecchio borgo di Visso, distrutto poi da un terremoto.

In bici dal piave ai sibillini: il centro di Visso con vista sulla veccha torre
In bici dal piave ai sibillini: la scuola di Visso, distrutta
In bici dal piave ai sibillini: la vecchia torre di San Giovanni

In mattinata chiamiamo anche Matthias, la persona che ci ha dato l’ispirazione per questo nostro viaggio. Parlando con lui emerge anche la nostra voglia di renderci utili con qualche lavoro manuale per questi paesi: a Visso però non c’è molto che possiamo fare, è tutto in mano agli operai dei cantieri. Lui ci propone allora di andare a San Ginesio, dove c’è un agrinido colpito dal terremoto che proprio in questi giorni sta cercando volontari per dei lavori. L’idea ci piace.

Passiamo il pomeriggio e la sera parlando con i vari ragazzi del Bronx (così chiamano l’area del campo sportivo dove si sono ritrovati a vivere). Ormai tutti ci confermano la stessa storia: chi aveva un attività commerciale, ha dovuto organizzarsi da solo con piccole casette di legno dove continuare per quanto possibile a fornire i principali servizi per la comunità.

La sera dopo cena parliamo con Christian e Alessandro, che ci confermano l’importanza di sostenere le attività locali anche semplicemente fermandosi a comprare qualche prodotto del luogo, quando si è di passaggio. Visso deve continuare a essere un paese vivo, abitato, perché è un pezzo di storia del nostro paese, ed è situato nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, uno scrigno di natura, tradizioni e leggende.
Grazie a loro scopriamo anche che l’associazione Sibillini Lab ha in progetto la costruzione di una ludoteca per bambini, e scegliamo di destinare proprio a questo progetto parte dei fondi raccolti durante il viaggio.

7 Agosto 2017: In fuoristrada nei Sibillini

Dopo la serata di festa in compagnia dei ragazzi del Bronx, la mattina incontriamo una ragazza di Sibillini Lab e, dopo esserci fatti spiegare meglio il progetto, effettuiamo la donazione.

A pranzo abbiamo l’onore di assaggiare per la prima volta in vita nostra pasta con il Tartufo nero, famossisimo da queste parti (e che buono!).
Damiano, uno dei ragazzi, si offre di portarci a fare un giro tra le sue montagne in defender: impossibile rifiutare.

Prima raggiungiamo il bosco dove tiene i suoi cavalli, poi ci spostiamo verso la vetta del Monte Cardosa dove tiene le mucche. Incredibile la vista da quassù, da cui si vede anche il Monte Vettore, epicentro del terremoto, con visibile la grossa spaccatura generata dal movimento della faglia sottostante.

In bici dal piave ai sibillini: il Monte Vettore visto dal Monte Cardosa
In bici dal piave ai sibillini: mucche al pascolo nel Monte Cardosa
In bici dal piave ai sibillini: Chiara in vetta al monte Cardosa

Salendo incontriamo anche i resti di un eremo, interamente costruito a mano, e ormai abbandonato da diversi anni.

In bici dal piave ai sibillini: l'Eremo di Visso

E’ stata una giornata intensa. Ma è affascinante vedere l’entusiasmo, di chi vive in questo piccolo borgo, nel far conoscere il loro angolo di paradiso a chi non ci è mai stato. Ed è gratificante vedere il legame di persone così giovani alla loro terra e alla vita all’aria aperta, sacrificando molte comodità.

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