In bici dal piave ai sibillini: La partenza

In bici dal Piave ai Sibillini: giorno 1

22 Luglio 2017: Si parte

Ore 05:00 del 22 Luglio 2017, suona la sveglia.

Chiara: “Cos’è che dobbiamo fare oggi?”
Marco: “Prendere le bici e partire per fare 900 km fino a Visso.”

Detta così un po’ spaventa.
Facciamo colazione e ci prepariamo a partire, anche se il gatto sembra non volerci lasciare andare via…

In bici dal piave ai sibillini: il nostro carretto

Inizia così la nostra folle idea di un viaggio in bici dal Piave ai Sibillini.

Prendiamo le bici che avevamo già caricato con borsoni e carretto la sera prima e alle 06:00 inizia questo grande viaggio in cui l’unica cosa che sapevamo era il percorso che dovevamo seguire in linea di massima e la data entro cui dovevamo tornare a casa.

Fa uno strano effetto partire “per l’ignoto”, senza sapere fino a dove saremmo arrivati ogni giorno, dove avremmo dormito, come avremmo fatto a mangiare. Perché la nostra idea era quella, oltre che di raccogliere fondi per le aree colpite dal terremoto, anche di spendere noi stessi il meno possibile per il viaggio.

Questa leggera preoccupazione in realtà è subito svanita dopo i primi km, giusto il tempo di raggiungere l’inizio della ciclabile Treviso-Ostiglia, a circa 15km da dove siamo partiti a Maserada sul Piave. Capiamo subito che questo sarà probabilmente il tratto più facile di tutto il nostro percorso: una vecchia ferrovia riconvertita a pista ciclabile, dritta, in piano, all’ombra. E’ proprio il modo migliore per iniziare il viaggio, considerando che non eravamo per nulla allenati: Marco erano almeno 8 anni che non toccava una bicicletta, e in ogni caso per entrambi il peso dei bagagli si faceva sentire ad ogni minima salitina.

In bici dal piave ai sibillini: inizio della ciclabile Treviso Ostiglia

Lungo la ciclabile incontriamo una coppia che si stava allenando a piedi, in preparazione alla Via degli Dei che avrebbero affrontato la settimana successiva: che coincidenza, anche noi passeremo proprio in quella zona, anche se facendo un percorso diverso essendo a piedi.

Per pranzo ci fermiamo a Piombino Dese, e sfruttiamo tutto il cibo che gentilmente ci aveva offerto la sera prima il panificio di Maserada sul Piave. Da qui in poi dovremmo invece provvedere a cercarci noi il cibo, sfruttando ogni buona occasione: grazie ai consigli di altri viaggiatori che abbiamo conosciuto prima della partenza sappiamo che cercando in piccole botteghe / panifici / fruttivendoli non è così difficile farsi donare gli scarti del giorno prima (e cioè tutto quel cibo ancora buono ma che ormai non è più abbastanza bello per essere venduto ai clienti). E poi può anche capitare di trovare dell’uva in un ex casello lungo la Ostiglia!

In bici dal piave ai sibillini: Ex casello a Loreggia
In bici dal piave ai sibillini: uva ex casello Loreggia

In questa prima giornata di viaggio riusciamo a fare 60 Km, raggiungendo Campo San Martino, lungo il fiume Brenta. Noi stanchi e sudati pensiamo di riuscire a rinfrescarci nel fiume, abituati al nostro bellissimo Piave: capiamo invece che di fiumi puliti come il Piave ce ne sono davvero pochi, li troviamo tutti fangosi, con l’acqua marrone. Ci rassegniamo all’idea di passare la prima sera senza “doccia”, ma almeno ci consoliamo con un buonissimo melone mangiato in riva al fiume!.

Sarà stanchezza, sarà la fame, sarà che quando non hai nulla tutto diventa perfetto, ma a noi questo melone è sembrato il più buono che avessimo mai mangiato!!

In bici dal piave ai sibillini: melone in riva al Brenta

Nella nostra vita siamo abituati a dare tutto per scontato: l’avere una doccia, cibo buono, un bel letto dove dormire. Quando tutte queste cose “scontate” in realtà non lo sono più si inizia ad apprezzare davvero ogni piccola cosa; o almeno, noi l’abbiamo vissuta così.

Dopo questi momenti di relax in riva al fiume iniziamo a cercare acqua, che troviamo facilmente in una casa del paese, e un posto dove dormire. Speravamo di trovare qualcuno che ci lasciasse montare la tenda nel suo giardino, per avere un po’ di sicurezza in più; però dopo più di un ora di vane ricerche ci dirigiamo verso un campo isolato dove un anziano ci ha consigliato di montare la tenda.

Non è il giardino che speravamo, ma ci va benissimo! La stanchezza e le centinaia di zanzare che ci sono nel campo ci fanno andare a letto prestissimo. Ci sentiamo stanchi, ma felici, liberi e positivi. E’ solo il primo giorno, ma iniziamo già a capire che questa esperienza non ce la dimenticheremo mai!

In bici dal piave ai sibillini: tenda prima sera

 

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