In bici dal piave ai sibillini: Chiara a lavoro all'agrinido San Ginesio

In bici dal Piave ai Sibillini: giorno 19

9 Agosto 2017: La vita all’agrinido

Dopo una rilassante notte in yurta, iniziamo il giorno 19 del nostro viaggio in bici dal Piave ai Sibillini con una bella colazione assieme a Franco e Federica. Con loro si scherza sempre, è davvero piacevole stare in loro compagnia!

Siamo finiti in una meravigliosa realtà innovativa. Questo agrinido sviluppa esperienze plurisensoriali legate al contesto rurale con una forte attenzione alla naturalità ed alla selvatichezza. Promuove un’educazione ambientale sostenibile ed una pedagogia rurale ed ecologica attenta ai diritti naturali dei bambini, alla pluralità delle intelligenze ed ai loro cento e più linguaggi.
Realtà che tra le sue difficoltà rischia di essere ingoiata da i sistemi tradizionali di educazione e che ora Madre Natura con le sue scosse ha messo nuovamente a dura prova.

In bici dal piave ai sibillini: animali a riposo all'agrinido San Ginesio

Motivati a dare una mano in prima persona, e non solo con la raccolta fondi, ci ritroviamo con Massimo, un ragazzo che lavora li, a sistemare il recinto per i maialini che arriveranno a giorni e a dar da mangiare a capre ed asini.
Nonostante il caldo e i tafani (ce ne sono davvero tantissimi!) le ore passano velocemente, e ci ritroviamo a pranzare attorno alle 15:00.

In bici dal piave ai sibillini: Capre all'agrinido San Ginesio

Dopo pranzo arriva una coppia di amici di Federica, e passiamo il pomeriggio in loro compagnia. E alla sera arrivano 50 scout che passeranno la notte in tenda per poi aiutare con i lavori il giorno successivo.
L’agrinido è veramente un porto di montagna, con un viavai continuo di persone nuove.

Gli scout per fortuna sono autonomi per cena. Noi abbiamo modo di cenare tranquilli con Franco e Federica, la loro semplicità, vivacità e grinta da vendere, ci trasmette un enorme energia di vita e speranza.
Presto sono le 22:50, mentre siamo ancora tutti seduti a tavola, ci viene in mente l’idea di andare a vedere i fuochi d’artificio che faranno alle 23:00 (si, 10 minuti dopo) sul lago di Fiastra.

Franco: “maa a Fiastra ci sarà un disastro di gente”
Federica: “meglio salire sulla montagna di fronte e guardarli dall’alto!”

Non conoscendo per nulla la zona, ci fidiamo delle parole di Federica e partiamo di corsa in auto per salire in cima alla montagna. Arriviamo in cima poco dopo le 23:00 e facciamo gli ultimi metri a piedi per raggiungere il punto più alto. Ci sdraiamo nel prato e attendiamo curiosi guardando verso la direzione in cui dovrebbe esserci il lago.

I minuti passano, ma non si vede nulla. Li avranno già fatti? No, impossibile, siamo arrivati solo pochi minuti in ritardo e si sa che i fuochi hanno almeno mezz’ora di ritardo obbligatoria.

23:30 e ancora non si vede nulla. Ci stiamo per alzare rassegnati quando ci arriva un messaggio da Mauro, un fotografo conosciuto a Visso, che in questo preciso momento si trova a Fiastra e ci chiede se siamo li per guardare i fuochi perchè stanno per iniziare!
Ecco un bagliore in fondo alla valle, accompagnato da un bel botto con tanto di eco! Si ma… qualcosa non torna… c’è una montagna in mezzo!! Ahah, da quassù riusciamo solo a sentire i botti e a vedere qualche bagliore riflesso nelle montagne.

Ma che bello però immaginarsi i fuochi che non vediamo ed esultare come bambini quando qualche raro botto sale talmente in alto da superare la punta della montagna davanti a noi permettendoci di vederlo! In tutta la serata riusciamo a vederne ben 5! Una gioia infinita!

Torniamo a casa stanchi ma felici più che mai.
Domani ci aspetta una giornata con gli scout, e Federica non ci sarà: chi prenderà il comando dei 50 scout?

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