in equilibrio sopra un filo

Mi sono licenziato per vivere con la natura

“Mi sono licenziato da un lavoro a tempo indeterminato con un buon stipendio”
“Ma sei stupido?”

Questa è la reazione di molte persone quando comunico questa mia scelta.
Forse davvero sono stupido a mollare tutte le certezze solo per inseguire un sogno.

Da tempo ormai mi tormentavano mille pensieri, osservando tutte le persone che hanno seguito alla lettera le istruzioni che ci hanno dato fin da piccoli, ovvero: “studia, trova un buon lavoro, compra una casa, fai famiglia, aspetta la pensione”. Osservavo queste persone molto più avanti di me nell’elenco delle cose da fare nella vita ma non le vedevo felici, non davvero. Non riuscivo a vedere gli occhi che brillavano dall’emozione che si può provare nel vedere la Via Lattea dalla cima di una montagna o nel vedere un cervo libero in un bosco.

Ho iniziato a chiedermi se davvero la vita doveva essere così, se davvero dobbiamo seguire tutti le stesse istruzioni. Io ho studiato e ho trovato un buon lavoro nel quale mi sono sempre impegnato, ma non ero felice. La felicità si limitava al weekend, in cui riuscivo ad immergermi nella natura che tanto amo.

Perchè ti sei licenziato?

Mi sono licenziato perché ho capito che questo stile di vita porta a disorientarci, a farci concentrare solo sul lavorare bene e sul fare soldi, facendoci disinteressare a tutto il mondo che ci circonda, facendoci perdere la curiosità, facendoci smettere di sognare: diventiamo dei numeri, dei piccoli soldatini che vivono la vita secondo gli ordini.

T.Terzani diceva:

“Eppure, dinanzi alla complessità di meccanismi disumani – gestiti chi sa dove, chi sa da chi – l’individuo è sempre più diso­rientato, si sente al perso, e finisce così per fare semplicemente il suo piccolo dovere nel lavoro, nel compito che ha dinanzi, disin­teressandosi del resto e aumentando così il suo isolamento, il suo senso di inutilità. Per questo è importante, secondo me, riportare ogni problema all’essenziale”

 Mi sono licenziato perchè sento il bisogno di essere libero, in equilibrio con me stesso e con la natura, come quando cammino sulla slackline.

in equilibrio sopra un filo

Cosa è davvero importante nella vita?

Mi sono licenziato perché per essere felici basta poco, senza sovraccaricarsi. Abbiamo inventato una società di consumi in continua ricerca di crescita: non importa se un prodotto è davvero utile o se è davvero fatto bene, l’importante è produrne ogni anno sempre di più. Crescere ignorando il fatto che le risorse del nostro pianeta non sono infinite.

Per questo scopo innaturale si creano continuamente bisogni superflui. Abbiamo creato un mondo in cui le persone passano la maggior parte del loro tempo a lavorare, per guadagnare soldi che spenderanno in oggetti che probabilmente non useranno mai o che verranno sostituiti l’anno sucessivo dal nuovo modello. Tutto è diventato usa e getta.

Bisogna comprare, buttare e comprare di nuovo. Non ci si rende conto però che per comprare quell’oggetto non abbiamo speso dei soldi, abbiamo speso ore, giorni, mesi, anni della nostra vita che sono serviti a guadagnare quei soldi.

La vita però non si può comprare. La vita passa, ed è terribile per me anche solo l’idea di renderesi conto un giorno di averla sprecata. Quante volte sono tornato a casa da lavoro troppo stanco anche solo per trovare la voglia di leggere un libro o di fare una camminata. Per non parlare di chi ha figli e torna a casa troppo stanco per avere la pazienza e l’energia per giocare con loro, per aiutarli a fare i compiti, per conoscerli.

E magari si finisce pure per sgridarli solo perchè hanno ancora mille energie e hanno voglia di fare qualcosa con i propri genitori che invece hanno solo voglia di riposarsi per tornare a lavoro il giorno dopo.

Mi sono licenziato perché ho paura. Si, ho paura di seguire la routine per poi svegliarmi un giorno troppo vecchio per seguire le mie passioni, troppo vecchio anche solo per ricordarmi quali fossero i miei sogni.

E ora come pensi di vivere?

Ora partirò con Chiara girando liberamente in van, scegliendo ogni mattina come vivere al meglio la giornata.

Porteremo con noi solo l’essenziale per vivere: la nostra casa, cioè il nostro van, è di soli 6 metri quadri e non abbiamo quindi spazio per cose inutili. Persino l’acqua, che normalmente sprechiamo, ci risulterà una risorsa preziosissima: il nostro piccolo serbatoio da 60 litri dovrà bastare per giorni sia per cucinare che per lavarci.
Non daremo più nulla per scontato. Vivremo al ritmo della natura, sarà il sole a dirci quando svegliarci e quando dormire.

Per i primi mesi, seguiremo un progetto di salvaguardia e informazione sul tema “Lupo e grandi carnivori” in Europa e Italia, progetto assegnatoci dal WWF ITALIA.

Vi starete chiedendo “con che soldi per mangiare?”.
Esatto, gli unici soldi che ci serviranno saranno per fare la spesa nei piccoli supermercati o nelle fattorie e useremo la nostra creatività per non morire di fame.

8 thoughts on “Mi sono licenziato per vivere con la natura

  1. Che decisione imporotante e bella . Vivetela al meglio e vi auguro tutti i sogni più belli che possiate desiderare ..
    Ricordatevi che il tempo e tiranno ,fate le vostre esperienze senza dire mai domani ,perché poi si fa tardi ,e io ne so qualcosa ……….non vi conosco ,ma siete miei amici SALVINA

    • Che belle parole! Grazie, davvero. E’ proprio questa fissazione del tempo che passa e del doverlo valorizzare al meglio che ci ha spinto a partire. Mancano ancora pochi giorni e poi liberi!

  2. Ti ammiro, ho una figlia che ha scelto più o meno vivere la vita come hai deciso tu.
    Hanno due bimbe e x me sono le bimbe più felici del mondo, perché è così sono figli del mondo, hanno girato tantissimo la più grande ha solo 7 anni e già parla tre lingue.

    • Per i bambini questo stile di vita credo sia la scuola migliore che può esistere! Fai i complimenti a tua figlia da parte nostra!

  3. Ciao!!! Io vi ho conosciuti virtualmente su wwf Young con molto piacere! Che dire..anche io ho fatto la stessa scelta e dopo aver rotto la routine di prostituzione consapevole..sono in attesa di partire per nuove realtà naturali…una volta uscita dal sistema che ingabbia nulla per me e’ più come prima..meno ho meglio sto..perche’ sono libera!!!! E nessun oro del mondo può comprare questa sensazione!

    • Condividiamo pienamente!! Dovremmo tutti provare ad avere uno stile di vita molto più semplice ed essenziale

  4. Una curiosità, se posso chiedere. Come si arriva ad avere un “assignment” importante da WWF (che potrebbe essere qualsiasi altro ente che supporti il proprio progetto)?
    Grazie mille se vorrete rispondere.

    • Perdona il ritardo nella risposta. Nel nostro caso è stato molto semplice: avevamo già deciso di fare un viaggio in Europa in van, e come al solito però quando viaggiamo vogliamo fare qualcosa per gli altri. Quest’anno volevamo fare qualcosa per la natura, e abbiamo provato quindi a chiedere al WWF se avessero un progetto che potesse fare al caso nostro.. ed eccoci qui 🙂

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